Un seno non sviluppato oppure poco sviluppato o leggermente cadente può  acquistare un aspetto piacevole solo con un intervento chirurgico: la Mastoplastica additiva.


Tale intervento consiste nell'inserimento in regione mammaria (sopra o sotto il muscolo pettorale) di apposita protesi. La via d'accesso e la conseguente cicatrice possono essere sottomammaria, periareolare o ascellare. II tipo di anestesia, i tempi di degenza, la frequenza delle medicazioni, l'epoca della rimozione dei punti di sutura dipendono dal singolo caso clinico e dalla tecnica impiegata.

 


II risultato è di solito ottimale ma in una modesta percentuale di casi le protesi vanno incontro ad un indurimento che può essere fastidioso per la paziente e talvolta anche alterare la forma stessa del seno.
Si possono verificare, anche se raramente, come in ogni intervento chirurgico, raccolte ematiche o sierose o infezioni che possono comportare un prolungamento del trattamento post-operatorio ed eccezionalmente la rimozione delle protesi.


Prima dell'intervento di mastoplastica additiva

Informare il chirurgo di qualsiasi eventuale trattamento con farmaci (soprattutto cortisonici, contraccettivi, antipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti, ecc.).
Sospendere l'assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin C, ecc).
Eliminare o ridurre il fumo almeno una settimana prima dell'intervento.
Segnalare immediatamente l'insorgenza di raffreddore, mal di gola, tosse, malattie della pelle.
Procurarsi un reggiseno in tessuto elastico.
Organizzare, per il periodo post-operatorio, la presenza di un accompagnatore/trice, che può essere utile, anche se non indispensabile.


Alla vigilia dell'intervento di mastoplastica additiva

Praticare un accurato bagno di pulizia completo; rimuovere lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi, depilare le ascelle.
Non assumere cibi nè bevande, a partire dalla mezzanotte.


Dopo l'intervento di mastoplastica additiva

Cercare di non utilizzare i muscoli pettorali e quindi non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto.
Per almeno due giorni non fumare, per evitare colpi di tosse e quindi possibili sanguinamenti.
E' consentita una cauta ripresa dell’attività sessuale non prima di 7 giorni.
Per almeno una settimana non guidare l'automobile.
Per almeno due settimane non compiere ampi movimenti con le braccia e non sollevare pesi.
Eventuali attività sportive possono essere riprese dopo un mese.
Per almeno un  mese evitare l'esposizione diretta al sole o al calore intenso (es. sauna, lampada UVA) e non dormire sulla pancia.
E' possibile praticare una doccia di pulizia solo dopo la rimozione dei punti.


All'intervento residueranno inevitabilmente delle cicatrici anche se molto ridotte e facilmente occultabili, anche se la qualità delle cicatrici è indipendente dalla tecnica chirurgica e legata alla reattività individuale.
Eventuali cicatrici ipertrofiche ovvero arrossate e rilevate, andranno trattate con specifiche pomate ed eventualmente con infiltrazioni di cortisone. Cicatrici ipocromiche ovvero biancastre possono essere corrette con dermopigmentazione (tatuaggio) dopo aver atteso un congruo periodo di tempo (8-12 mesi dall’intervento)


Nel periodo post-operatorio potrà essere avvertito in regione pettorale dolore, che regredirà nel giro di pochi giorni. Potrebbero evidenziarsi delle ecchimosi, destinate però a scomparire in alcune settimane.
La sensibilità della pelle ed in particolare delle areole e dei capezzoli potrà rimanere alterata per un periodo variabile, eccezionalmente in forma duratura.

L'intervento di Mastoplastica Additiva non impedisce la funzione dell'allattamento, che può però alterare il risultato, soprattutto in presenza di una ghiandola già ptosica.
Dal punto di vista oncologico la protesi è assolutamente innocua e non preclude con la sua presenza alcun accertamento (mammografia, ecografia ecc.).

In una percentuale modesta le protesi vanno incontro ad un indurimento, dovuto ad una reazione dell'organismo nei confronti del materiale estraneo. Tale indurimento, noto come contrazione capsulare, può essere trattato quasi sempre con una manovra eseguita dall'esterno senza bisogno di ricorrere al bisturi.

Anche un seno protesizzato invecchia: le protesi mammarie come ogni altro materiale protesico (valvole cardiache, protesi d'anca) si deteriorano nel tempo per cui si potrebbe rendere necessaria la loro sostituzione dopo 11-15 anni, mentre il cono mammario, soprattutto se molto voluminoso, può andare incontro con il tempo ad una ptosi.
Per conservare il risultato estetico è importante mantenere un peso il più possibile vicino a quello rilevato al momento dell’intervento.

 

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