INDICAZIONI

Difetti delle palpebre con eccesso cutanei

Durata intervento: 45 min oppure 2 o 3 ore
Degenza: day surgery o notturna
Anestesia: locale con sedazione
Decorso: aspetto normale dopo 15 giorni
Risultati: permanente con esito definitivo dopo 2 mesi

L'INTERVENTO DI blefaroplastica

La regione palpebrale può presentare diversi inestetismi che possono essere migliorati con l’intervento cosiddetto di blefaroplastica.
Si presentano più frequentemente alla palpebra superiore sotto forma di eccessi cutanei che determinano delle pieghe che possono giungere a coprire tutta la palpebra, a volte oltre il bordo ciliare, limitando nei casi più gravi il campo visivo.
Questi eccessi cutanei, nella palpebra inferiore, sono rappresentati da grinze spesso a decorso obliquo che possono giungere a formare dei veri e propri festoni. Altri inestetismi palpebrali sono rappresentati dalle borse adipose determinate, sia a livello della palpebra superiore che dell’inferiore dalla erniazione del grasso posta all’interno dell’orbita.
La diminuzione del grasso in determinati settori della palpebra inferiore, associata all’assottigliamento cutaneo, può determinare la formazione di solchi di colorito scuro (occhiaie).

L’intervento può consistere nell’asportazione della pelle in eccesso, oppure estendersi alla riduzione o al riposizionamento delle borse adipose. Può poter comprendere il riassetto della muscolatura palpebrale fino a poter modificare il taglio dell’occhio. 

Secondo i casi e le preferenze individuali l’intervento può essere realizzato ambulatorialmente, in regime di day surgery o con degenza notturna. L’esperienza accumulata da ogni chirurgo lo porta a preferire particolari tecniche d’esecuzione e modalità di gestione del paziente.

L’intervento classico alla palpebra superiore prevede un’incisione di forma e di aspetto variabile secondo le indicazioni, condotta in modo da far cadere la cicatrice nella piega naturale delle palpebre e renderla, di fatto, poco visibile quando il soggetto mantiene gli occhi aperti. L’incisione può estendersi lateralmente all’angolo esterno dell’occhio con direzione tale da confondersi con le piccole rughe di espressione presenti a questo livello. La cute in eccesso è asportata. Secondo i casi, può essere indicata la rimozione di una piccola striscia di muscolo orbicolare e la riduzione delle borse adipose. Dopo un’attenta emostasi si procede alla sutura con punti sottili e alla medicazione.

L’intervento alla palpebra inferiore può essere condotto per via esterna o attraverso un’incisione transcongiuntivale. Nel primo caso (blefaroplastica per via esterna) è condotto attraverso un’incisione che decorre pochi millimetri sotto la linea delle ciglia e si prolunga di poco lateralmente all’angolo esterno dell’occhio.

Le borse adipose, secondo le tecniche, possono essere ridotte (asportate) o riposizionate per correggere eventuali difetti a livello del solco lacrimale (occhiaie). Si precede quindi alla rimozione della cute, se in eccesso, all’emostasi e alla sutura. Nel secondo caso (blefaroplastica transcongiuntivale), l’incisione è eseguita solo attraverso la congiuntiva (faccia interna della palpebra inferiore). L’eventuale eccesso cutaneo è corretto con incisione cutanea subciliare o con tecniche alternative (laser assistite o peeling chimici).

La durata dell’l’intervento è di circa 45 minuti se interessa le sole palpebre superiori, di 2-3 ore se eseguito anche sulle palpebre inferiori.

Prima dell’operazione e nel postoperatorio, il paziente dovrà osservare con scrupolo tutte le indicazioni fornite dal chirurgo. Le complicanze sono di norma rare ma se dovessero intervenire si renderebbe necessario impostare terapie mediche e/o chirurgiche adeguate.

 

Il risultato di un intervento di blefaroplastica è determinato, oltre che dalla scelta del comportamento del chirurgo, da un numero variabile di fattori, quali le condizioni fisiche del viso, la quantità di grasso presente, l’età biologica della cute, la quantità e la qualità delle rughe, la struttura ossea sottostante e le influenze ormonali. L’entità del miglioramento è condizionata dalla situazione di partenza.

La durata del risultato è individuale,  in relazione a numerosi fattori costituzionali. 
Deve comunque essere considerato che anche senza successivi ritocchi, a distanza di anni dall’intervento, l’aspetto dello sguardo sarà migliore di quanto sarebbe se l’inter¬vento non fosse stato eseguito.

 

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