Il trattamento con peeling

Questi trattamenti hanno lo scopo di attenuare alcuni inestetismi cutanei , come le rughe, le macchie e diverse irregolarita’ superficiali. La vecchia pelle viene parzialmente eliminata, per essere sostituita da una nuova, di solito piu’ levigata e regolare. Si possono cosi’ ottenere miglioramenti spesso di grado elevato.
Tanto piu’ grave e’ il difetto da correggere, tanto maggiore deve essere lo spessore della pelle da eliminare; piu’ lungo sara’ pero’, in proporzione, anche il periodo di convalescenza e piu’ grande il rischio di complicazioni.

Le indicazioni di questi piccoli interventi spaziano dall’eliminazione di qualche piccola macchia, sino alla completa rigenerazione della pelle “incartapecorita” dal sole di una 50-60enne, o alla levigatura delle cicatrici lasciate da un’acne aggressiva.

Le rughe piu’ profonde e le cicatrici post-acneiche piu’ gravi possono essere attenuate o, talvolta, drasticamente ridotte solo con peeling profondi, con i quali vengono rimosse l’ epidermide e parte del derma. 

Queste tecniche di “rinnovamento” cutaneo consentono ottimi risultati solo se si eseguono scrupolosamente le istruzioni che vengono riassunte di seguito, pur ricordando che è sempre possibile incorrere in complicazioni.
Salvo prescrizioni individuali, e’ necessario attenersi a norme precise, che variano in rapporto alla profondità’ del peeling. In buona parte dei casi e’ richiesto di preparare la pelle prima dell’intervento con creme esfolianti per un periodo variabile da 15 giorni a tre mesi. Se necessario specifiche istruzioni verranno trasmesse dal medico. Per un periodo di due settimane prima e dopo qualsiasi peeling, e’ indispensabile evitare trattamenti traumatizzanti per la cute, quali elettrodepilazioni, cerette, maschere, tinture dei capelli e permanenti, ecc.. Occorre segnalare sempre l’eventuale comparsa ricorrente di herpes (“febbre” labiale), che deve essere prevenuta con farmaci adatti.

Non hanno bisogno di cure post-operatorie impegnative e la convalescenza e’ brevissima.
I peeling piu’ leggeri ( ad esempio quello con l’acido glicolico ) causano solo un arrossamento, che di solito non dura piu’ di 2-3 giorni e che puo’ essere camuffato con un fondo-tinta. La resorcina, l’acido tricloroacetico al 30% ed altri prodotti piu’ caustici provocano un peeling un po’ piu’ profondo e, di conseguenza, dopo l’iniziale arrossamento, la cute diviene talvolta brunastra per 2-3 giorni, poi si arrossa di nuovo e infine torna di colore normale. Durante il giorno si devono usare unguenti ( vaselina ) o creme idratanti e la sera esfolianti leggeri.

Per ottenere un miglioramento piu’ concreto, questi peeling sono normalmente ripetuti 4-6 volte. Se si desidera uscire all’aria aperta e’ necessario usare un fondo-tinta schermato ( con filtro totale ), evitando pero’ di esporsi volontariamente al sole fino al almeno due settimane dopo l’ultimo trattamento.

Raramente si formano piccole croste che devono essere lasciate cadere spontaneamente, senza grattarle.

Questi trattamenti un po’ piu’ profondi richiedono una convalescenza di 8-12 giorni, durante i quali la vita di relazione e’ limitata dallo sgradevole aspetto del viso. La pelle si scurisce, si gonfia e si desquama, raggiungendo di solito le condizioni peggiori due giorni dopo il trattamento, per poi migliorare gradualmente fino a ritornare normale entro circa 10-12 giorni. Durante questo periodo di clausura, ogni 4-6 ore e’ opportuno lavarsi la faccia con acqua e sapone neutro ed applicare la pomata consigliata dal medico ( abitualmente e’ un unguento a base di vaselina e antibiotico ), in modo da rimuovere i residui cutanei che si distaccano progressivamente.

Terminata l’esfoliazione, di solito si e’ gia’ formata una nuova epidermide, sottile e delicata, che deve essere protetta da tutti gli agenti irritanti, e, in particolare, dal sole con una crema coprente e schermata, come si e’ detto per i trattamenti leggeri.

I cosmetici protettivi debbono essere utilizzati ogni volta che si esce all’esterno per almeno tre mesi dopo l’intervento. Queste tecniche sono in grado di dare ottimi risultati su macchie e rughe superficiali, con rare complicazioni simili, pero’, a quelle dei trattamenti piu’ profondi (vedi oltre).

Si tratta di vere e proprie ” operazioni “, che debbono essere praticate in anestesia generale ( o perlomeno in anestesia locale con sedazione) e che comportano un periodo di isolamento sociale non inferiore ai 10-15 giorni, perché l’aspetto dell’area trattata risulta sovrapponibile a quello di chi ha subito una grave ustione. Inoltre la pelle resta arrossata per tre-quattro mesi, e per questo periodo e’ necessario fare uso di un make-up schermato ( filtro totale ) ed evitare il più possibile di esporsi al sole.

I risultati sono di solito sorprendenti, ma occorre avere molta pazienza, soprattutto nel periodo iniziale. Dopo l’intervento la pelle può’ essere coperta con cerotti o direttamente con una pomata. Nel primo caso il medico rimuove la ” maschera ” di cerotto dopo 48 ore, dopodiché ci si deve lavare e rimettere l’unguento ogni 4 ore. Nel secondo caso, invece, l’applicazione della pomata (generalmente vaselina con l’aggiunta di un antibiotico ) inizia subito dopo l’intervento e termina quando si e’ completata la riepitelizzazione ( quando cioè si e’ riformata una nuova pelle ).

In entrambi i casi, durante i primi giorni, e’ consigliabile evitare di muovere molto la faccia, cercando di parlare poco e preferendo cibi liquidi, meglio se aspirati con una cannuccia.Dopo due settimane, di solito, l’unguento potrà essere sostituito da creme idratanti.

Nelle prime 24-48 ore post-operatorie, in genere e’ necessario ricorrere ad analgesici.

Questi trattamenti, come ogni altra terapia medica o chirurgica, potrebbero generare complicazioni che, seppur poco frequenti, debbono essere conosciute.

Ricordiamo le più “comuni”:

DISCROMIE – raramente la pelle potrebbe assumere un colorito più scuro (iperpigmentazione) o meno intenso ( ipopigmentazione ) di quello pre-operatorio. In caso di macchie persistenti e’ necessario rivolgersi al medico, che prescriverà le cure opportune ( di solito speciali creme in grado di trattare il problema o, nei casi ribelli, un nuovo peeling.

CICATRICI – la pelle potrebbe guarire in qualche punto con un aspetto cicatriziale. Questo fenomeno e’ da collegare con una distruzione cutanea troppo profonda , talvolta imprevedibile, specie con gli interventi più radicali. Anche in questi casi il medico adotterà il trattamento più opportuno, iniettando particolari farmaci nella cicatrice o prescrivendo speciali terapie radianti oppure foglietti di silicone da applicare sulla cicatrice, ma soprattutto il tempo (e la pazienza) permetteranno di attenuare o risolvere il problema.

ARROSSAMENTO – e’ normale che l’area trattata assuma un aspetto rosato o decisamente rossastro a seconda della profondità del trattamento eseguito.L’inconveniente può persistere solo pochi giorni ( peeling superficiali) o durare anche alcuni mesi (peeling profondi).In ogni caso, comunque, un fondotinta piuttosto denso e’ in grado di restituire alla pelle un aspetto pressoché normale.

Se l’arrossamento dura più del normale, il medico prescriverà la terapia necessaria ( di solito creme specifiche).

Risultati evidenti dopo il normale periodo di post trattamento, diverso a seconda della profondità del peeling.

Scorri le immagini per vedere i risultati.

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